Archivio per la categoria ‘Tornado collection’

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Eccomi qui ancora una volta tediarvi con i miei Tornado. Credo che ormai la mia «Tornadite» stia assumendo proporzioni allarmanti, è meglio che vada a farmi vedere, ma da uno bravo!
Ancora una volta la scelta è caduta su un esemplare della RAF, in assoluto  i miei favoriti (e chi mi conosce bene lo sa): in questo caso ho deciso di rappresentare un esemplare della versione Gr.4, l’ultima evoluzione dell’aereo, con una magnifica, a mio avviso, colorazione commemorativa per celebrare i 95 anni di storia del 2^ Squadron.
Come detto, la versione Gr.4 rappresenta l’ultimo step evolutivo del Tornado, evoluzione che gli permetterà di rimanere in servizio fino almeno al 2025. All’esterno è immediatamente distinguibile per la presenza del pod Flir sul lato sinistro della fusoliera, fatto che ha comportato l’eliminazione del cannone Mauser sul lato sinistro stesso.
In questa nuova configurazione, l’aereo acquisisce migliori capacità ognitempo e può trasportare ogni tipo di arma intelligente presente nell’arsenale della Royal Air Force.
Il battesimo del fuoco c’è stato nel 2003 nel corso dell’Operation Telic in Iraq. Diversamente da quanto accadde durante la prima Guerra del Golfo nel 1991, quando i Tornado furono impiegati in missioni a bassa quota lamentando non poche perdite, nel 2003 proprio l’utilizzo della nuova versione permise l’impiego a media quota: le perdite furono drasticamente ridotte, anzi l’unica perdita è da attribuire a un troppo zelante operatore delle batterie Patriot americane, che scambiò il malcapitato Tornado nientemeno che per…uno Scud Iracheno! Purtroppo questo tragico errore costò la perdita non solo dell’aereo ma anche di entrambi i membri dell’equipaggio.

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NOTE MODELLISTICHE

In conclusione del precedente articolo, giurai e spergiurai che mai e poi mai avrei fatto un altro Tornado in 1/72, che li avrei fatti d’ora in poi in 1/48. Detto e fatto! Peccato che l’entusiasmo iniziale si sia infranto contro un nemico ben più ostico del ragnetto in scala 1/72: il kit Italeri in 1/48!
All’interno della scatola contraddistinta da una bella foto in volo di un esemplare commemorativo italiano, troviamo tre stampate in grigio chiaro e una di trasparenti, per un totale di circa 150 pezzi. A completare il modello un sontuoso foglio decals che permette di realizzare oltre al già citato esemplare italiano (davvero bello nella sua livrea argento e nero con una grossa testa di pantera dipinta in fusoliera), due esemplari RAF di cui uno mimetico e uno a due toni di grigio e da ultimo un esemplare tedesco nella nuova livrea a tre toni di grigio!
Il modello purtroppo sente appieno il peso dei suoi anni (ormai quasi 20!) e anche se si presenta con delle belle incisioni in negativo, il dettaglio è assai povero. Inoltre alcune pannellature sono errate, altre di fantasia, altreancora mancanti.
Immagino che qualcuno a me vicino, leggendo queste note mi taccerà di incoerenza chiedendosi che fine avesse fatto il paladino del montaggio da scatola; ma, purtroppo per il mio portafogli,  sono così follemente innamorato del Tornado che ho deciso di far schizzare l’investimento alle stelle.
L’ho sempre detto che mi ci vuol la fidanzata che mi dia una regolatina…
E così ho mandato una mail al mio pusher di fiducia e mi sono fatto inviare:

  • Cockpit Neomega
  • Set di dettaglio completo Flightpath
  • Accessori Paragon Designs (scarichi, ruote, piloni alari e di fusoliera)
  • Fotoincisioni Eduard per il Tornado F.3

Già che c’ero mi sono procurato un po’ di fogli Model Alliance!

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MONTAGGIO

Prima operazione semplice semplice: prendete il contenuto della scatola e tenetevi le fusoliere, le ali, gli impennaggi, carrelli, vani e relativi attuatori e ovviamente i trasparenti. Per il resto regalate tutto al vostro cestino, che ricordo, è l’unico che accetta ogni vostra profferta senza dire nulla! Gentile no?
Ora, punto per punto, ecco il lavoro da me fatto:
a)  Correzione delle pannellature: come detto in sede di presentazione, alcune pannellature sono errate o di fantasia, altre sono state omesse. Mano ai disegni (tratti dalla monografia edita dalla HT Model), ho prima pazientemente stuccato le pannellature fuori posto e poi, armato di scriber Hasegawa e nastro Dymo ho inciso quelle giuste. Generalmente non mi sarei mai imbarcato in un lavoro di questo tipo, ma per amore questo e altro!
b) Fusoliera: alcune modifiche vanno fatte in sede di montaggio della fusoliera. Partendo dal troncone anteriore, ho eliminato la bocca del cannone sul lato sinistro  e adattato il pod Flir in metallo bianco proveniente dal set Flightpath. L’incollaggio l’ho effettuato con colla bi componente, preferita al ciano-acrilato per via dei più lunghi tempi di asciugatura che permettono l’aggiustamento ottimale delle parti prima del definitivo incollaggio, peraltro molto robusto. Mi ha stupito in negativo anche la voragine che si viene a creare fra la fusoliera e il telemetro laser, incluso nel kit…
Venendo al troncone posteriore, ho fatto una piccola modifica a livello dei piani di coda, eliminando l’inutile e fragile sistema di rotazione e installando un tondino di metallo che permette il montaggio a verniciatura completata. Consiglio a tutti una modifica del genere, perché oltre a rendere più semplice la verniciatura, evita la cestinazione del modello in caso di rottura (peraltro molto facile) del sistema di rotazione!

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c)  Abitacolo: l’abitacolo Neomega è qualcosa di  spettacolare e inoltre si adatta senza alcun problema al kit, il tutto grazie alla saggia politica della ditta russa che progetta i suoi set lavorando direttamente sui pezzi del kit che vengono dettagliati e poi stampati in resina! Ben fatto, Neomega! A questo punto al modellista non resta altro che dipingere il cockpit e cercare di trarre il meglio dallo splendido lavoro fatto dal masterista russo. Il colore di base è il Medium Sea Grey H-335 della gamma Gunze. Per esaltare il tutto ho fatto i soliti lavaggi a olio (con nero e grigio di Payne) e drybrush con bianco opaco. Gli schermi radar sono dipinti in verde, mentre con nero, giallo, rosso e bianco ho dipinto la miriade di bottoni e bottoncini. Per gli strumenti ho usato il nero e con la cera Future ho simulato i vetrini. Per quanto riguarda i sedili, la struttura è in grigio, il poggiatesta in nero (Gunze H-77), il cuscino in verde oliva (ho usato uno degli ottimi acrilici Agama, perfetti a pennello), le cinture in marrone. Il solito trattamento di lavaggi e drybrush completa il lavoro. Lasciatemi dire che di seggiolini così belli ne ho visti davvero pochi!
d) Carrelli e vani: tutto da scatola. Sui carrelli ho aggiunto le tubazioni dei freni facendo riferimento alla miriade di foto in mio possesso, mentre ho preferito soprassedere sul dettaglio dei vani carrello che resteranno invisibili a patto di non mettere l’aereo su uno specchio. Le ruote sono le splendide Paragon Designs in resina, con effetto peso e dello giusto spessore. Quelle del kit sono esageratamente sottili, come del resto i carrelli che fanno sembrare il nostro Tornado un trampoliere. Ci sarebbero dei rimpiazzi in metallo bianco dell’Aeroclub, ma oltre a essere destinati al kit Airfix, sono eccessivamente bassi e donano all’aereo un effetto suolo da fare invidia ai moderni bolidi di Formula 1! Il mix fra le gambe del kit e le ruote Paragon con i cavetti auto costruiti rappresenta a mio umile parere la giusta soluzione.
e)  Prese d’aria: montate da scatola e dipinte in grigio chiarissimo X-147 Xtracolor. Inoltre sono state dettagliate con i pezzi fotoincisi della Flightpath.

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f)  Assemblaggio: tutt’altro che semplice. Lo stucco da usare non è poco e ci vuole della santa pazienza per scacciare la voglia che vi prende di far fare al modello un bel volo dalla finestra! A dir poco tremendo l’assemblaggio della presa d’aria con la fusoliera, dove si forma addirittura uno scalino. Ancora peggio l’assemblaggio delle alette Krugher, in due pezzi ciascuna e il relativo adattamento. La soluzione è una: stucco, stucco e ancora stucco! Impegnativo anche l’assemblaggio del troncone di coda, quello che contiene i motori per intenderci, al resto della fusoliera. E il radome? Peggio che andare di notte! Anche qui una bella stuccatina e relativa carteggiata risolve ogni problema! L’unico lato positivo della vicenda è che quando sarà finita la grande grattugiata, avremo in mano un qualcosa che ha le sembianze di un Tornado!
g) Piloni e carichi alari: malgrado dalle foto in mio possesso l’esemplare da me scelto fosse sempre senza armi (ovvio per uno special colour!), in questa fase mi sono concesso una licenza poetica: essendo il Tornado l’archetipo dell’aereo brutto, sporco e cattivo, mi sembrava una mancanza di rispetto nei suoi confronti lasciarlo disarmato. E così mi sono procurato due bombe a guida laser inglesi dal kit Revell dell’Eurofighter, due missili Sidewinder sempre dal kit dell’EFA (in alternativa si possono dettagliare quelli del kit con le fotoincisioni Eduard o usare quelli in metallo e fotoincisioni del set Flightpath), un paio di serbatoi Hindemburger gentilmente fornitimi da un amico (quelli del set Flightpath hanno l’inconveniente non da poco di essere in unico blocco di resina, non certo due pesi piuma per le fragili gambe Italeri). I piloni sono in resina Paragon, mixati, con le rotaie di lancio dei Sidewinder in metallo bianco.
h)  Tettuccio: la struttura interna del tettuccio è un mix di fotoincisioni Flightpath e Eduard, il tutto dipinto in H-335
i) Particolari: una volta terminata la verniciatura, si può procedere all’assemblaggio finale. La sonda di rifornimento in volo è stata montata chiusa, sia per intrinseca pigrizia sia perché proprio non mi piace aperta! Secondo me deturpa la linea dell’aereo e da ultimo, non vedo molte foto di aerei a terra con la sonda estratta. Per contro, malgrado i dettaglio dei vani non sia entusiasmante, ho lasciato aperto gli aerofreni, dipinti in banco all’interno, così come i vani e gli attuatori, che hanno una parte in argento (Polished alluminium Metal Cote Humbrol). Tettuccio, parabrezza e altri ammennicoli completano l’opera! Le antenne a lama provengono dal set Eduard e sono state dipinte in giallo sabbia Gunze H-79

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COLORAZIONE

Questa è stata come al solito la fase più attesa e divertente per me, anche se non è stata priva di dubbi. Infatti, stando alle istruzioni del foglio Model Alliance l’aereo portava la mimetica a due toni, ma dalle foto è chiaro che sia uno solo il grigio della fusoliera. Il radome appare di un’altra tonalità. Ho girato la domanda a un forum britannico e ho ottenuto la seguente risposta: aereo totalmente in Medium Sea Grey con radome n Dark Camouflage Grey. Sebbene dal raffronto con le foto ne uscissi dubbioso (secondo me era al contrario!), ho dato retta ai modellisti inglesi e mi sono fidato. Quindi ho caricato l’aerografo con H-335 Gunze diluito con alcool rosa e l’ho steso in più mani. Quindi mascheratura e via col secondo colore, il grigio del radome, per cui ho usato l’H-82 Gunze. Da ultimo ho colorato la zona nera usando il Tyre Black H-77 Gunze.
Una mano di Future prepara il modello per la stesura delle decals e i lavaggi a olio, fatti col nero. Un aereo commemorativo generalmente non si sporca troppo, ma a volte credo che l’impatto scenico debba prevalere (purché in modo plausibile) sul realismo.
Ora non resta che la rifinitura: con i metallici Model Master si colorano gli scarichi, la piastra sulla deriva e la bocca del cannone.
Le decals provengono dal foglio Model Alliance art. 48154 «UK Air Arm Update 2006-2007 part IV» che oltre alle insegne per realizzare il nostro esemplare, contiene decal per un altro esemplare Gr.4 commemorativo e per altri soggetti fra cui Eurofighter e Tornado ADV. Sicuramente un foglio che non resterà inutilizzato…
Terminata la stesura delle decals con l’aiuto dell’ammorbidente della Gunze, ho passato un’altra mano di Future e quindi il trasparente opaco Lifecolor ha posto fine a questa fase.
Ora non resta che montare gli ultimi particolari come carrelli, aerofreni, antenne e un altro Tornado è pronto per la mia bacheca!

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CONCLUSIONI

Un montaggio tutto sommato piacevole malgrado la base di partenza, e svoltosi relativamente in poco tempo (leggendo report di montaggio su svariati forum ho letto peste e corna di questo modello!): poco più di un mesetto.
Ho già fatto scorta di decals e di cockpit in resina Neomega in vista di altri montaggi, nel frattempo confido che i tanto sospirati kit annunciati dalla Hobby Boss escano al più presto e soprattutto siano in grado di mandare finalmente in pensione il kit Italeri. Non ho nulla contro il kit Italiano, che rappresenta sicuramente una miglior base rispetto all’Airfix (che però ha il vantaggio, specie per gli anglofili come il sottoscritto, di avere già nel kit una completa panoplia di armi RAF altrimenti difficili da reperire!), ma qualora non fosse così, il mio sogno cullato fin dall’infanzia di fare una bella collezione di Tornado si tramuterebbe in un incubo!
Prima di salutarvi e augurarvi buon modellismo, vi dico solo: stay tuned, perché per il prossimo Tornado sono annunciate grosse sorprese!
That’s all.
Alessandro Gennari

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Con questo inauguro una – si spera lunga- serie di articoli dedicati al Tornado in tutte le sue varianti e colorazioni. In realtà sarebbe il terzo, dato che due già sono stati pubblicati su queste colonne, ma purtroppo quei modelli per vicissitudini varie non esistono più.
Chi scrive ama alla follia il Tornado (pregasi leggere il significato metaforico della parola amore…), con un debole per quelli in servizio con Sua Maestà la regina d’Inghilterra. E così non poteva che essere un Tornado inglese il primo soggetto, nella fattispecie un aereo nella nuova livrea a due toni di grigio (invero decisamente tristanzuola) in servizio col 17esimo Squadron di stanza a Bruggen in Germania.
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IL MODELLO

Per la costruzione del kit, mi sono avvalso del kit Revell nella per me minuscola 1/72. Per uno che viene dalla 1/32 e ormai con l’occhio alla più abbordabile 1/48, è stato davvero un trauma, almeno per i primi tempi e vedermi armeggiare con un simile ragnetto, ha suscitato non poca ilarità in mio padre, abituato a vedermi litigare con modelli decisamente più grossi!
Il kit, peraltro già recensito su queste colonne (la recensione la trovate nell’omonima sezione), si compone di circa 200 pezzi in un ottima plastica grigia, con un fine dettaglio in negativo che nulla ha invidiare al suo cugino in scala 1/32, di cui è una perfetta riduzione in scala! Ottimi abitacolo e carrelli, abbondante la scelta dei carichi alari, a cui è dedicata una stampata a parte.
Bene stop alle chiacchiere e mano agli attrezzi!!
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MONTAGGIO

Il montaggio inizia dall’abitacolo, per cui la Revell fornisce una decina di pezzi ben stampati e con un dettaglio carino rapportato alla scala. I sedili sono in quattro pezzi e hanno le cinture stampate! Per chi volesse strafare sono disponibili degli ottimi set Aires o Eduard e non mancano i seggiolini in resina o metallo. Io mi sono accontentato di montare tutto l’intero kit da scatola, senza alcuna spesa aggiuntiva.
Come grigio di base ho usato il Medium Sea Grey H-335 Gunze, lavorato poi con lavaggi a olio neri e Grigio di Payne. I dettagli in nero (cloche,  poggiatesta dei seggiolini, consolle del navigatore) sono stati ottenuti con H-77 Tyre Black Gunze.
Una volta chiuse le fusoliere e uniti i due tronconi il montaggio procede senza storia: consiglio solo un paio di cose a livello del troncone posteriore. Per prima cosa di lasciare mobili le ali, verrà utile questo giochino quando si deve realizzare la zona di rotazione che è di un colore diverso, senza dover impazzire con mascherature varie. Secondo, eliminare il sistema di rotazione dei piani di coda, inutile e pericoloso, perché troppo fragile. Il sottoscritto ha buttato non si sa quanti kit di Tornado per colpa di questo inutile optional! In questo caso la mia pigrizia ha preso il sopravvento e ho sfidato la sorte tenendolo, ma me ne sono pentito: per fortuna non si è rotto, ma che scomodo mascherare per dipingere la parte superiore dei piani! Quindi levatelo senza pensarci su due volte!
Per il resto nulla da dire. Come carichi ho scelto un aereo full armed, a mio modo di vedere molto cattivo e che rende perfettamente l’idea di potenza della macchina: quattro bombe “stupide” andranno a occupare i pilone ventrali, mentre quelli alari saranno riempiti da due serbatoi Hindemburg, due Sidewinder, un pod Boz-107 e uno Sky Shadow.
Ci ho messo più tempo a buttare giù queste due righe che a montare il modello e inviarlo al reparto verniciatura!
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VERNICIATURA

A partire dal 1998, i Tornado della RAF hanno cominciato a ricevere una nuova mimetica a due toni di grigio che ha soppiantato la vecchia livrea nato a chiazze grigio e verde. Per il grigio più chiaro, il Dark Camouflage Grey ho usato l’acrilico Gunze H-82, mentre per il Dark Sea Grey l’H-331 sempre Gunze. Come mio solito ho usato i colori ampiamente diluiti con alcool rosa e con tre/quattro piombini da pesca nel barattolino. La fase più tediosa qui è stata la mascheratura, per il resto tutto è filato liscio come l’olio!

Prima di dare la solita mano di Future per il lavaggio a olio e la posa delle decals, ho provveduto a dipingere il cono radar con il solito nero H-77.
Quello della posa delle decals è stato il lavoro più noioso in assoluto e che mio ha dato non pochi problemi sia per il numero delle decals da mettere, sia per le dimensioni, sia per l’opacità del film che ha creato in alcun punti il temuto e fastidioso silvering!
Non ho fatto il post-shading perché dalle foto i Tornado apparivano abbastanza ben curati e inoltre nel 1998 la livrea grigia era stata appena applicata, mentre con i gessetti ho dato leggere sfumature sulla coda per simulare il lavoro degli inversori di spinta, che in atterraggio si danno da fare!
Un’ulteriore mano di future e la passata finale di opaco Lifecolor hanno concluso il tutto.
Per quanto riguarda i dettagli:

  • carrelli, vani, portelli, aerofreni, cerchi ruote in bianco lucido H-1
  • il pod Sky-Shadow è stato dipinto in verde (Gunze H-330) così come era usato con la precedente mimetica per spezzare la monocromia grigia
  • pod Boz-107 e serbatoi in grigio H-83

il montaggio si è concluso con il montaggio delle ultime parti: il tettuccio lasciato aperto, la sonda di rifornimento in volo in posizione retratta (non guasta la splendida linea del Tornado), le varie antennine a lama e gli aerofreni estratti.
Ora il mio piccolo Tornado è pronto per essere messo in bacheca, il primo di una si spera lunga serie, ma l’ultimo in questa scala così piccola! I prossimi rigorosamente in 1/48!

Buon modellismo
Alessandro Gennari