Archivio per la categoria ‘Storia’

Il folle volo di Mathias Rust

Pubblicato: 13/01/2011 in Storia

Fra gli episodi più curiosi risalenti all’epoca della Guerra Fredda, vi fu il folle e simbolico volo che un diciannovenne occhialuto aviatore tedesco, Mathias Rust, compì nel 1987. Egli, dopo aver noleggiato un Cessna 172 dall’Aeroclub di Amburgo, decollò alla volta di Hlesinki in Finlandia, dopo aver fatto tappa in Islanda, Far Oer e Norvegia. Fu dalla capitale Finlandese che spiccò il volo per dirigersi niente meno che verso Mosca! Così, il 28 maggio, dopo aver depositato un falso piano di volo secondo cui egli dichiarava di volersi dirigere verso la Svezia, si diresse invece verso l’Estonia, cambiano rotta in pieno mare aperto e ponendosi al di sotto della quota di intercettazione radar, il tutto dopo aver chiuso ogni contatto radio, cosa che lasciò pensare ad un incidente, tanto che la Guardia Costiera finlandese, predispose al volo una missione di salvataggio! Ma il piccolo Cessna non era precipitato, anzi, dopo aver attraversato il braccio di mare che separa Finlandia ed Estonia, il nostro era penetrato nello spazio aereo Sovietico, una mossa decisamente azzardata, visto quando accaduto poco meno di quattro anni prima al Boeing 747 della Korean Airlines, volo KAL007, che era stato abbattuto dai missili sparati dal Sukhoi 15 “Flagon” comandato dal maggiore Gennadij Nikolaevič Osipovič, uccidendo 296 persone fra passeggeri e membri dell’equipaggio. Malgrado la grande risonanza internazionale de tragico evento, avesse portato i responsabili della VPVO (difesa aerea Russa) le regole di ingaggio e intercettazione, tuttavia violare lo spazio aereo Sovietico restava sempre molto ma molto pericoloso. Tanto che non appena il Cessna di Rust apparve sui radar sovietici, venne tenuto d’occhio da tre batterie di missili SAM, pronti a far fuoco. Ma a ciò essi non furono mai autorizzati, e così si levarono in volo due MiG (con buona probabilità i nuovi MiG-29 Fulcrum ,ma questo le fonti in mio possesso non lo dicono!), che intercettarono l’intruso ma che anche loro non ricevettero il permesso per fare fuoco. Il Cessna intruso venne rilevato diverse volte, ma numerosi fattori, che testimoniavano la buona stella del temerario studente tedesco, fecero si che egli potesse completare il suo volo del tutto indisturbato:a) recente riorganizzazione della VPVO assegnava la difesa aerea dello spazio russo a vari distretti, i quali però erano mal collegati fra lorob) nei pressi di Pskov si teneva un’esercitazione sull’uso delle apparecchiature IFF (Identification Friend or Foe), per cui tutti i velivoli nella zona vennero identificati come friendc) nella zona di Thorzok erano in corso le operazione di ricerca e soccorso in seguito a un incidente aereo accaduto il giorno prima; la bassa velocità e la quota di volo del Cessna indussero i controllori di volo a credere che si trattasse di uno degli elicotteri impegnati in queste operazionid) il sistema di difesa aerea centrale, situato presso l’aeroporto internazionale di Mosca Seremet’evo, era disattivato causa intervento di manutenzione straordinaria. Dato che in quel lasso di tempo, nessun volo fu autorizzato a passare sopra la zona, Rust passò del tutto inosservatoDopo circa cinque ore di volo, arrivò sopra la capitale Sovietica alle 19 in punto. Ora non gli restava che trovare un punto dove atterrare. Dopo aver scartato l’idea di atterrare nei pressi del Cremlino, causa mancanza di spazio per poter atterrare in sicurezza, egli vide un ponte stradale a sei corsie, e lì posò le ruote. Dopo un breve rullaggio presso la cattedrale di San Basilio, egli posteggiò il suo aereo fra la popolazione attonita, che lo accolse offrendogli pane e sale, un gesto che in Russia significa benvenuto!Purtroppo, le vere intenzioni di Rust, che affermò di aver compiuto quel gesto “per dire ai leader dei due blocchi che la gente, dalle due parti della Cortina di ferro, voleva solo vivere in pace” non vennero comprese nè dalle autorità sovietiche, che lo accusarono di teppismo aggravato, violazione di leggi sull’aviazione e varco di confine non autorizzato, nè dalle autorità occidentali che bollarono il volo di Rust come una provocazione inopportuna, dopo che i rapporti fra i due blocchi erano tornati tesi. Inoltre, sempre in Unione Sovietica caddero non poche teste ai vertici della VPVO, dato che non eran ostati in grado di evitare che lo spazio aereo di una delle più grandi potenze mondiali, venisse impunemente violato da un diciannovenne ai comandi di un aereo da turismo. Dopo una condanna di quattro anni ai lavori forzati, egli tornò in Germania a seguito dell’amnistia firmata dal Soviet Supremo il 3 agosto del 1988. Al suo paese, non solo non venne accolto come un eroe come lui si aspettava (fu bollato come nemico della pace e fu privato del brevetto di volo), ma divenne un aficionado delle carceri federali per vari reati fra cui truffa e tentato omicidio ai danni di un’infermiera conosciuta durante il periodo di servizio civile obbligatorio in un ospedale e di cui se ne era innamorato ma non ricambiato. Inoltre si trovò a pagare 100.000 dollari alle autorità finlandesi come rimborso spese per l’inutile missione di soccorso causata dal suo comportamento.Attualmente l’aereo usato nell’impresa si trova nell’hangar di un uomo d’affari Giapponese, che lo tiene con cura maniacale in attesa che…il suo valore aumenti e possa così venderlo a un prezzo maggiore!!Per questo articolo mi sono basato sul libro di Paolo Gianvanni “Le battaglie aeree della Guerra Fredda” ed. Mursia, e una voce wikipedia consultabile all’indirizzo
http://it.wikipedia.org/wiki/Mathias_Rust#Nel_cuore_della_Russia

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I MiG-19 e i disertori cinesi

Pubblicato: 09/01/2011 in Storia

Un capitolo a mio modo di vedere molto interessante della Storia dell’aviazione ai tempi della Guerra Fredda, e della contrapposizione fra i due blocchi, vi è quello dei tentativi di diserzione e di fuga dal duro regime della Cina Comunista.
Le prime notizie in tal senso risalgono al 1960, quando il 12 gennaio Yang Decai, un pilota della PLANAF (Aviazione di marina della Forza di liberazione popolare Cinese) cercò di disertare a bordo del suo MiG-15, ma il tentativo si risolse in modo drammatico per il povero pilota, dal momento che si schiantò in atterraggio e perse la vita. Altri furono più fortunati e riuscirono ad atterrare nella vicina Taiwan, entrare nella locale aeronautica e servirla con onore, finendo poi congedati con lauta pensione.
Decisamente però mezzi come il Mig-15 o i bombardieri Ilyushin Beagle, erano de lutto inadeguati per tentare una fuga, e infatti molti finirono abbattuti. una nuova ondata di diserzioni, o perlomeno di tentativi, si ebbe con l’ingresso in servizio nella PLAAF della versione costruita su licenza del MiG-19, lo Shenyang J-6. Ed è proprio di questo che voglio parlare in questo articolo! Furono 6 i casi di defezione compiuti con tali aerei, almeno stando a quanto scritto da Yefim Gordon nella sua monografia sul Farmer, pubblicata nella collana “Aerofax”: il primo fu, il 7 luglio 1977, il tenente colonnello Fan Yuan-Yen che atterrò a Taiwan. Ad esso fecero seguito le defezioni di Wu Jung Chien (1982), che posò le ruote del suo J-6 codice 3220 rosso su una base vicino a Seul, in Corea del Sud, come del resto i sud Corea atterrò anche il 26enne Chen Pao-Chung con il suo 3280 rosso. Decisamente sfortunato fu nel suo tentativo Wang Bo-yu, che nel 1990 atterrò alla base aerea sovietica di Knevichi, sperando di trovare rifugio sicuro, spinto forse anche dal recente clima di disgelo impostato dalla Perestroika di Gorbacev: purtroppo per lui non fu così, perché cinque giorni dopo il suo arrivo, l’aereo fu restituito ai legittimi proprietari, mentre il pilota fu riconsegnato alle autorità cinesi. Non è difficile immaginare la fine che ha fatto: infatti esso fu condannato a morte. .
Per cercare di scoraggiare questi tentativi, il governo cinese corse ai ripari, installando una serie di batterie di missili e cannoni antiaerei su quelle che erano ritenute le principali vie di fuga (costa sud-orientale della Cina, il Mar Giallo e lo stretto di Formosa) e formando uno squadron di Shenyang F-6 con il preciso compito di intercettare e abbattere i disertori: infatti nel maggio del 1983 ci fu uno scontro fra J-6 che si concluse con l’abbattimento del disertore. Interessante poi è che questi Shenyang “cattivi” furono dotati di una mimetica, per permettere alle batterie a terra di distinguerli di primo acchito dai “normali” J-6 che invece venivano lasciati in metallo naturale. Stando sempre alla monografia di Gordon, questi aerei avevano una mimetica a strisce in verde/marrone oppure sabbia/marrone, anche le scarse fotografie a mia disposizione, sembrano confermare il solo verde/marrone, mentre il profilo pubblicato da Americo Maia, che ritrae appunto un aereo con colorazione in sabbia/marrone pare essere un esemplare da museo o frutto di fantasia o errata interpretazione di fotografie.
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<b>tutte le foto inserite in questo articolo sono solo per scopo di discussione!!! </b>
Le fonti su cui mi sono basato sono il già citato libro di Yefim Gordon sul MiG-19, edito nella collana Aerofax, e una voce su wikipedia circa le defezioni dei piloti durante la Guerra Fredda, consultabile all’indirizzohttp://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Cold_War_pilot_defections
Da ultimo mi sono servito anche di un articolo modellistico a tema proprio uno di questi Shenyang “cattivi” pubblicato dall’ottimo Gianni Cassi sul numero 30 di Sky Model.