Archivio per la categoria ‘Recensioni aerei’

MiG-21 Bis Eduard 1/48

Pubblicato: 20/12/2011 in Recensioni aerei

La prima impressione che si ha, aprendo la scatola dell’ultima release Eduard è di trovarsi di fronte a un modello bellisismo! E la prima impressione viene sempre più suffragata mano a mano che si esaminano le stampate! La voglia di mettere via tutti i progetti in corso e iniziare il modello sarà tantissima! Io m isono frenat osolo perché resto in attesa dei set di dettaglio della linea Brassin, che permetteranno di accrescere ancora di più il livello di dettaglio, già di per sé spaventoso! La scatola è zeppa di pezzi, l’incisione è finissima e completa, in negativo ma anche in positivo per simulare ad esempio le saldature del serbatoio supplementare. Il cockpit è un mix di parti in plastica e in fotoincisione precolorata. Anticipo il capitolo livree perché permette di capire ancora di più lo straordinario lavoro fatto dai tecnici cechi nel progettare il modello. Ben sei esemplari sono previsti dal foglio decal made in Italy: uno polacco in natural metal, uno finlandese, un Lazur bulgaro in livrea a tre toni, un tamarrisismo esemplare indiano tutto grigio ma con coda nera e vistose decorazione rosso-nere, un ungherese in livrea speciale con coda bianca e da ultimo un esemplare croato aggiornato allo standard D. Ebbene la Eduard ha tenuto conto delle differenze fra le varie sottoversioni, fornendo i pezzi appositi: antenne, antennine ma anche differenti configurazioni per il cockpit! Davvero un lavoro egregio, soprattutto considerato il fatto che tutto ciò non influisce sul prezzo! Ottimo lo scarico (ma quello in resina Brassin lo è ancora di più!!!). Ottimo il dettaglio dei vani carrelli, con già fornite le tubazioni e i dettagli più minuti, il che rendere inutile eventuali rimpiazzi in resina! Ottime le istruzioni, che presentano i profili a colori per aiutare nella pittura. I riferimenti sono per i colori Gunze. All’interno del kit sono fornite poi pratiche mascherine per le parti trasparenti e  per i dielettrici.
Che dire? Correte al primo negozio e comprate questo kit, è perfetto come regalo di Natale. Oppure mettetelo nella vostra wishlist da spedire all’attenzione di babbo Natale…chissà mai che sotto l’albero potreste trovarvi una bella sorpresa!

 

  • MODELLO: MiG-21 Bis
  • SCALA: 1/48
  • MARCA: Eduard
  • ARTICOLO: 5132
  • TIPO KIT: plastica a iniezione
  • PREZZO: 36 euro
  • COSA VA: il miglior kit del Mig-21 in ogni scala in circolazione!
  • COSA NON VA: //
Annunci

tornado-001

Aprendo la scatola della Revell dedicata al Tornado in versione inglese (la prediletta dal sottoscritto) non si può non rimanere a bocca aperta, per la finezza del dettaglio e la quantità di pezzi (quasi 200!), soprattutto tenendo conto del fatto che parliamo di un kit nella microscopica (per chi come me è avvezzo alla 1/48…) scala 1/72! Tutto è splendidamente dettagliato in questo modello, dall’abitacolo ai vani carrelli, fino alle ruote già con effetto peso, ai vani aerofreni finalmente corretti. Sontuoso è il foglio decals, completo di stencils di servizio, alcuni veramente minuscoli. Esso permette la realizzazione di due esemplari inglesi, uno nella vecchia mimetica NATO in verde e grigio, l’altro nella più moderna e accattivante livrea a due toni di grigio. Come detto l’abitacolo è già completo di suo e francamente non si vede la necessità di un supplemento di soldi e di lavoro per aumentarne il dettaglio o per sostituirlo con un omologo in resina, date anche le piccole dimensioni. I seggiolini sono ciascuno in quattro parti e sono già completi di cinture di sicurezza. Buono il rilievo su cruscotti e consolles. L’unico neo a mio modo di vedere è dato dall’inutile e fragile sistema che permette di variare la freccia dell’ala e soprattutto quello per la rotazione dei piani di coda… Attenzione perché se si dovesse spaccare, sono dolori seri! I carrelli sono una piccola opera d’arte, già completi anche della tubatura dei freni!!! Nella riduzione del loro capolavoro in 32 alla scala più piccola i tedeschi non hanno davvero lasciato nulla al caso. Certo, se un lavoro del genere lo facessero anche in 1/48, il sottoscritto venderebbe la casa e ne acquisterebbe interi stock, ma fin che c’è vita c’è speranza. Il tettuccio si può lasciare aperto, manca in toto il dettaglio interno. Una stampata aggiuntiva rispetto alla prima edizione dedicata agli aerei tedeschi, contiene i pezzi specifici per la versione RAF: carichi alari (bombe, serbatoi “Hindemburg”), il telemetro laser e le varie antennine. Gli aerofreni così come la sonda di rifornimento in volo si possono opzionalmente montare aperti o chiusi. Ottimo gli scarichi, profondi e ben dettagliati. Insomma, un kit da avere a tutti i costi per chi è patito del Tornado e della piccola scala. Per i poveri appassionati dell’1/48 come me invece, c’è da sgobbare per cavare fuori qualcosa di buono dal vecchio Italeri. Piccola nota finale per quanto riguarda il prezzo: un gioiellino del genere viene via dai negozi per meno di 20 euro…

 

  • MODELLO: Panavia Tornado GR.1
  • SCALA: 1/72
  • MARCA: Revell
  • ARTICOLO: 04619
  • TIPO KIT: plastica a iniezione
  • PREZZO: 19,50 euro
  • COSA VA: pannellature fini, ottimo dettaglio del cockpit, carrelli, ruote con effetto peso, foglio decals, sonda posizionabile, vani aerofreni corretti e dettagliati
  • COSA NON VA: sistema di rotazione ali e piani di coda, mancanza del dettaglio interno al tettuccio

Per gli americani era “Tony” o “Antonio” per via della grande somiglianza con l’italianissimo Macchi 202/205, per i giapponesi era la “Rondine”. Sto parlando del Kawasaki Ki-61, l’unico caccia giapponese ad essere equipaggiato con un motore in linea raffreddato a liquido, mentre tutti gli altri avevano un motore radiale. Come propulsore fu scelto il tedesco DB-601, che però fu modificato dai tecnici Kawasaki fino a renderlo più leggero. Tuttavia questo provocò numerosi inconvenienti e molti aerei andarono perduti in incidenti. A parte questo difetto, si trattò di un ottimo caccia, un duro avversario per i caccia americani e anche per le superfortezze B-29 che volavano a scaricare i loro “regalini” sui poveri giapponesi inermi durante le violente campagne di bombardamento che poi coem purtroppo ben sappiamo, culminarono con la sgancio delle due atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Durante quelle drammatiche fasi di guerra, gli Hien si dimostrarono ottimi aerei, ma lo scarseggiare del carburante e il sempre minor addestramento dei piloti per via delle emergenza belliche, resero inutile il suo potenziale.

Devo dire che non sono un appassionato di aerei giapponesi e di WWII in genere, ma quando ho adocchiato questo kit scontato e l’ho aperto non ho saputo resistere. All’interno troviamo 5 stampate in plastica grigio scuro più una di trasparenti, per un totale di 151 parti. Il dettaglio di superficie è ottimo, come del resto quello interno e quello generale. Dopotutto la Hasegawa gioca in casa e ha sfornato un modello sublime già da scatola. L’abitacolo si compone di una trentina di parti, alcune veramente minuscole! L’unico difetto è dato dalla mancanza delle cinture di sicurezza, per il resto direi che è del tutto superfluo ricorrere a set di dettaglio. Intelligente i ricorso a un longherone per il fissaggio di ali e piani di coda, col duplice scopo di rendere robusto il montaggio e dare il giusto diedro alle parti. Ottime le ruote, già fornite di effetto peso, buoni i vani carrello. I trasparenti sono limpidi e confezionati a parte, per evitare sfregamenti e graffi, e fornisco il tettuccio sia scomposto in tre elementi sia in unico pezzi, a seconda che lo si voglia rappresentare aperto o chiuso. Come piccolo bonus della produzione iniziale è fornito il figurino in piedi del tenente Kobayashi, mentre nelle stampate è presente un ottimo pilota da mettere dentro l’abitacolo! Per concludere il foglio decals: esso offre la possibilità di realizzare tre aerei: quello di Kobayashi (a cui furono accreditati ben dodici B-29 abbattuti!!) in metallo naturale con macchie in verde, uno in metallo naturale e uno con mimetica verde su metallo naturale! Non c’è che l’imbarazzo della scelta. A mio modo di vedere un ottimo kit, come nello stile Hasegawa degli ultimi tempi (meravigliosi i suoi FW-190, Bf-109 e P-47 nella grande scala!), che già da scatola può fare un figurone, mentre nelle mani di modellisti esperti può davvero diventare un capolavoro! E io che saprò farne? Aspettate e vedrete! Un articolo su queste pagine comparirà molto presto, giusto il tempo di mettere assieme il kit!

 

  • MODELLO: Kawasaki Ki-61-I
  • SCALA: 1/32
  • MARCA: Hasegawa
  • ARTICOLO: ST28
  • TIPO KIT: plastica a iniezione
  • PREZZO: 35 euro (in offerta!!!)
  • COSA VA: ottimo dettaglio, scomposizione intelligente
  • COSA NON VA: mancanza cinture di sicurezza

Il Tomcat è troppo noto e lo spazio a disposizione troppo esiguo perché ne possa tracciare un profilo storico/tecnico. Per quello lascio la parola alla miriade di libri, monografie che trattano l’argomento. Esso è un vero e proprio mito fra i modellisti e gli appassionati di aeronautica in genere: quanti di noi non sono rimasti affascinati dal Micione dopo averlo ammirato nel film «Top Gun»? e quanti di noi modellisti, dopo aver visto il film, non sono immediatamente corsi nel negozio sotto casa ad acquistarne una scatola? E se l’aereo è un mito, altrettanto lo è il kit Hasegawa in 1/48! Per tutti questo è IL Tomcat per antonomasia. La versione da me recensita in questa occasione è la D, l’ultima evoluzione, caratterizzata da motori più potenti e da avionica perfezionata. La scatola è relativa alla crociera d’addio del Tomcat, in questo caso con gli accattivanti colori del VF-2 i famosi  «Bounty Hunters». Si tratta di un’edizione limitata. La copertina è caratterizzata non dal disegno dell’ottimo Koike Shigeo, ma da una foto dell’esemplare vero –uno dei due riproducibili con l’annesso foglio decals-  coni colori sgargianti del CAG. Anche se livree portate dalle ultime versioni del Tomcat non sono il massimo in quanto a colore, tuttavia ci si può sbizzarrire con la sporcatura e l’invecchiamento. E a giudicare dalla foto ci sarà da divertirsi parecchio! Come dicevo le decals danno la possibilità di realizzare due esemplari del glorioso Vf-2, un aereo del CAG –il comandante del gruppo- con insegne ad alta visibilità e uno più anonimo con insegne low-viz! Scopriamo poi il fascicoletto delle istruzioni diviso in 41 passaggi molto chiari, l’ottimo foglio decals, ben stampato dalla nostra Cartorgraf,  dieci stampate in plastica grigia, una in plastica trasparente, una scatoletta con dentro una lastrina fotoincisa, le ruote in gomma, i cerchi in metallo bianco. In tutto sono 250 pezzi da assemblare. Analizzando il modello, si può notare innanzitutto che la scomposizione in un elevato numero di parti rende difficoltoso il montaggio, soprattutto a livello delle prese d’aria. Passando al dettaglio, notiamo un buon dettaglio per abitacolo e vani (migliorabili entrambi oppure sostituibili con i set in resina!). le ali possono essere posizionate con la freccia a piacere e c’è la possibilità di montare flap e slats estesi. Ottimi i carrelli, che necessitano solo l’aggiunta dei cavetti dei freni. Purtroppo sono del tutto assenti i carichi missilistici (ci sono solo due serbatoi da mettere sotto le prese d’aria) il che obbliga a recuperar i missili da altri modelli o in alternativa a acquistare i weapon set alternativi Hasegawa. Visto il  costo non irrisorio del modello, almeno potevano mettere qualche missile, visto che kit meno blasonati e più economici (si legga Academy, Italeri, Revell) forniscono carichi completi…

Che dire in conclusione? Un kit mitico, una sfida affascinante che non finisce mai di attirarmi in trappola –un po’ come il malefico canto delle sirene…- e che sarà il mio prossimo progetto! Tempo di liberarmi di altri montaggi in corso, procurarmi qualche resina e fotoincisione e poi il Micione Hasegawa atterrerà sul mio tavolo di lavoro! Seguirà articolo!

 

  • MODELLO: F-14D Tomcat «VF-2 Bounty Hunters last cruise»
  • SCALA: 1/48
  • MARCA: Hasegawa
  • ARTICOLO: 09719
  • TIPO KIT: plastica a iniezione
  • PREZZO: 50 euro circa
  • COSA VA: ottimo dettaglio inciso, buon dettaglio di cockpit e vani carrelli, fotoincisioni
  • COSA NON VA: montaggio non troppo agevole, mancanza di carichi alari

Bae Nimrod – Airfix 1/72

Pubblicato: 09/03/2008 in Recensioni aerei

E dopo tanta attesa, eccolo finalmente fra le mie mani! Parlo del Nimrod Airfix in 1/72, che segna il ritorno dell’Airfix a un modello nuovo dopo tempo immemore! Esso si presenta dentro una scatola imponente, e il modello finito non lo è da meno: infatti il modello finito è lungo quasi 60 cm per un’apertura alare di quasi 50! Più o meno quanto un F-15 in…1/32! All’interno troviamo tre grandi stampate in plastica grigia e altre tre di dimensioni più piccole, più una di trasparenti, per un totale di 250 pezzi da assemblare. Il dettaglio di vani carrelli, abitacolo è molto spoglio, per contro le incisioni sono in fine negativo e tutte le superfici di governo sono separate permettendo la scelta di come montarle. Le istruzioni sono un libretto vero e proprio, da studiare attentamente prima di iniziare l’assemblaggio, che deve partire sol quando si ha già ben chiaro quale delle 6 versioni proposte dalla scatola realizzare. Le decals, stampate su un foglio formato tovaglia dall’aspetto decisamente lucido, coprono tutte le versioni e tutte le livree del Nimrod, a partire da un MR.1 in livrea bianco/grigia ambientabile sul finire degli anni 70, passando per la mimetica a due toni Hemp su Grigio (con un esemplare che ha preso parte alla guerra nella Falkland, uno basato in Australia e uno operativo nell’operazione Telic) fino ad arrivare a versioni attuali in mono-grigio o in bi-grigio. Ciascuna di queste versione ha dei propri pezzi opzionali, comunque adeguatamente segnalati dalle istruzioni, che dopo 19 fasi di costruzione comune a tute le versioni, nei successivi passaggi spiega versione per versione quali pezzi usare. Un po’ carente l’indicazione della colorazione, che si limita, almeno nella parte del montaggio a fornire il numero dello smalto Humbrol senza specificare il nome del colore né un suo riferimento BS o FS. Tornando ai particolari, ottimamente rese a mio avviso sono le ruote e i carrelli, mentre viene fornita un’ampia scelta di carichi bellici da installare nella lunga stiva bombe, che si può montare aperta o chiusa. Un’ultima considerazione ancora sulle decals: esse sono molto complete di tutti gli stencils di servizio, davvero numerosi. In conclusione un modello che fa prudere le mani, ma che si presenta impegnativo per via soprattutto delle ragguardevoli dimensioni e inoltre, leggendo un articolo apparso di recente su Scale Aviation Modeller International, le giunzioni dei pezzi principali sono tutt’altro che perfette, ma può darsi che quello fosse un problema dell’esemplare recensito sulla rivista che era ancora un test. Quando affronterò il montaggio pubblicherò un articolo su queste pagine per mostrare il bestio finito!  

 ·         MODELLO: BAe Nimrod

·         SCALA: 1/72

·         MARCA: Airfix

·         ARTICOLO: A12050

·         TIPO: plastica a iniezione

·         PREZZO: 55 euro

·         COSA VA: incisioni in fine negativo, ottima scelta di decals, istruzioni chiare, unico Nimrod in questa scala

·         COSA NON VA: scarso dettaglio interno, indicazione dei colori solo con referenze Humbrol

 

 

Dopo che l’Italeri aveva rilasciato la versione armata, era logico attendersi la classica versione da trasporto, che infatti non si è fatta aspettare molto. La confezione è enorme e davvero, se non si legge la scala, si rischia di confonderlo con un modello in scala più grande dell’1/48. Ma è 1/48! All’interno troviamo 5 stampate in plastica grigia e una il plastica trasparente, per un totale di 200 pezzi. Le dimensioni del modello, come del resto lasciava già immaginare la scatola, sono davvero notevoli e il risultato si preannuncia mozzafiato. Analizzando il modello, scopriamo che ha un abitacolo ben dettagliato, così come le pareti del vano cargo, che tuttavia sono ben lontani dal rappresentare l’intrico di cavi e cavetti e centinature varie che nella realtà corre lungo l’elicottero. Tuttavia la base c’è e se non si ha l’intenzione di costruire un modello che sbaragli tutti gli altri alle mostre e punti dritto al best of show ci si può accontentare, mentre i modellisti più esperti e desiderosi di superdettaglio trovano pane per i loro denti. Se vogliamo gli unici nei sono la strumentazione su decals e la mancanze delle cinture di sicurezza sui sedili dei piloti, ma a questo provvederà sicuramente qualche ditta di  accessori, Eduard in testa. Buone le incisioni in fine negativo e buono il dettaglio esterno in genere, completo di tutti gli ammennicoli di cui sono dotati gli elicotteri. Un consiglio: prima del montaggio studiare con cura il manuale di istruzioni e scegliere fin da subito la versione che si intende fare. Questo permetterà di districarsi meglio durante il montaggio, dato che alcuni particolari esterni sono peculiari di una versione piuttosto che di un’altra. Le istruzioni del resto sono molto chiare e complete, presentando anche un breve cenno storico in più lingue sulla prima pagina; seguite pedissequamente ci condurranno in poco tempo alla fine del nostro Chinook. Il pezzo forte del kit è senza ombra di dubbio il foglio decals, formato lenzuolo, con la possibilità di realizzare ben  6 esemplari diversi. Vediamoli in dettaglio: si tratta di due esemplari della Royal Air Force britannica, con la vecchia livrea grigio/verde su nero opaco; uno ha operato durante la guerra delle Falkland, l’altro ha partecipato alle operazioni militari in libano nel 1984. Quest’ultimo è particolare dato che inalbera in coda e sulle superfici inferiori, delle vistose Union Jack.
Scorrendo poi le opzioni del kit troviamo: un esemplare australiano con un accattivante mimetica verde/tan, un esemplare canadese con la stessa mimetica di quelli britannici ma con le superfici inferiori grigie anziché nere; un esemplare italiano con la vecchia mimetica NATO impegnato in Iraq nel 2005 e da ultimo un esemplare USA in verde oliva, piuttosto anonimo nella livrea ma ravvivato dalla scritta GERONIMO
Ottimi i trasparenti, fasciati a parte e belli limpidi.
Conclusione per il libretto di documentazione accluso: esso presenta disegni tecnici molto accurati, un dettagliato walk-around di un esemplare italiano che fa la felicità dei patiti del super-dettaglio e i profili a colori degli esemplari realizzabili con le decals del kit. Una buona idea sicuramente; un po’ più discutibile l’utilità di accludere un cartoncino con la stampa del disegno della box-art pulito dai marchi e dalle scritte. Pare più un escamotage per una ritoccatine del prezzo che non un gadget utile e sentito. Ottima davvero invece l’idea del piccolo libricino.

  • MODELLO: CH-47 C (HC-1) Chinook

  • SCALA: 1/48

  • MARCA: Italeri

  • ARTICOLO: 2662

  • TIPO KIT: plastica a iniezione

  • PREZZO: 50 euro circa

  • COSA VA: ottimo dettaglio, vasta scelta di decals, libretto di documentazione

  • COSA NON VA:

Il BF-110 è uno degli aerei più famosi della seconda guerra mondiale, sul quale già sono stati spesi fiumi di inchiostro e sul quale penso sia inutile dire altre cose. In scala 1/48 la situazione non era molto rosea, soprattutto per quanto riguarda le prime versioni, mentre per la versione G da caccia notturna c’è l’ottimo Monogram pro-modeler. La Eduard colma il vuoto con un kit meraviglioso,la cui prima uscita è dedicata alla versione E, caccia-bombardiere. Aprendo la scatola troviamo: delle ottime stampate in plastica verde chiaro, due stampate trasparenti, un foglio di fotoincisioni di cui alcune pre-colorate, un set di mascherine adesive pre-tagliate, decals per cinque diversi esemplari e da ultimo un simpatico gadget: un piccolo bassottino in resina, con tanto di foglietto che illustra la storia di questi cani, mascotte di un gruppo della luftwaffe! Una simpatica idea per un diorama originale. I pezzi in totale sono, stando alle indicazioni della scatola, 340!!! Il libretto delle istruzioni è stampato a colori per quanto riguarda i profili e le istruzioni per la colorazione, su carta patinata. I diagrammi per la costruzione sono molto chiari, e completi i riferimenti per la colorazione. Analizzando il modello vediamo che pannellature perfettamente incise, in finissimo negativo. Il dettaglio del cockpit è strabiliante, con un mix di plastica e fotoincisioni: è un vero e proprio modello nel modello. Completo anche il dettaglio dei vani armi, che possono essere lasciati aperti. Buono anche il dettaglio dei vani carrelli (per quanto la mia ignoranza di aerei tedeschi WWII mi possa consentire di appurare), bellissimi i trasparenti. Le decals come detto sono per cinque esemplari, fra cui interessanti un caccia notturno con una mimetica verdone su nero, e un aereo con insegne irachene del Sonderkommando Junck con livrea a sprinter a toni di grigio classica. Non manca nemmeno un esemplare con l’insegna della vespa stilizzata sul musone, riproducibile anche in “tenuta” invernale. Che dire?? Un modello da sballo, e a un prezzo assolutamente contenuto, un modello che fa prudere le mani e fa venire voglia di mettere subito mano a colori e colla.

La Eduard fa centro con un modello che unisce a qualità e dettaglio made in japan un prezzo assolutamente popolare, alla portata di tutte le tasche, e comunque con un rapporto qualità/prezzo imbattibile!! E brava Eduard…

Presto su queste pagine un articolo con il montaggio del modello!

  • MODELLO: Messerschmitt Bf-110E
  • SCALA: 1/48
  • MARCA: Eduard
  • ARTICOLO: 8203
  • TIPO KIT: plastica iniettata, fotoincisioni
  • PREZZO: 38 euro circa
  • COSA VA: dettaglio meraviglioso, grande dotazione di accessori, ottimo foglio decals, istruzioni chiare, ottimo rapporto qualità/prezzo
  • COSA NON VA: montaggio reso complesso dall’elevato numero di pezzi