I Fishbed di Fidel Castro – MiG-21 MF dal kit Fujimi in 1/72

Pubblicato: 06/06/2010 in Aerei
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Lo ammetto, sono diventato un MiG-maniaco! Ma d’altronde, da quando ho scoperto che fare aerei con mimetica un filo più complesse del solito e noioso monogrigio tipico degli aerei occidentali non solo non è difficile come credevo ma è pure parecchio divertente (perché autolimitarsi nella vita?), quale soggetto migliore del Fishbed per arricchire la mia collezione di un soggetto originale e dare un tocco di colore?
Il MiG-21 ha avuto numerose versioni ed è stato esportato in tutto il mondo: nell’Europa orientale, in Africa, in Centro e Sud America, in Medioriente, nel sub-continente Indiano e nel Sud-est asiatico; ed è stato protagonista di quasi tutti i conflitti che si sono combattuti negli ultimi quaranta anni. Ha dato filo da torcere agli americani sui cieli del Vietnam, ha incrinato il mito del 104 nei cieli Indiani, ha preso sonore mazzate dai Mirage e dagli Eagle israeliani sui cieli del Medioriente, ha combattuto nel montagnoso Afghanistan con l’aviazione sovietica. Insomma, il modellista non ha che l’imbarazzo della scelta.
Quanto a me ho puntato su un esemplare cubano: non appena ho visto presso il mio negoziante le decals Aztec e la correzione in resina Quickboost per la versione MF, non ci ho pensato su due volte: presi al volo!
Era da un po’ che mi ronzava in testa l’idea di aggiungere alla mia collezione un aereo cubano: mi è sempre piaciuta la mimetica in azzurro turchese e verde tipica degli aerei dell’aviazione Castrista e finalmente questa idea si è tramutata in realtà.

Il kit Fujimi

Tempo fa la Fujimi produsse una serie di MiG-21 molto bella, anche se non priva di errori. Ad oggi purtroppo questi modelli sono difficilmente reperibili, e purtroppo per chi si dedica – per passione o per obbligo come nel mio caso – alla scala più piccola, non esiste una valida alternativa a obsoleti kit di origine cecoslovacca!
Comunque il kit Fujimi si compone di una settantina di pezzi in plastica grigia, a cui si devono aggiungere una decina in ottima plastica trasparente: hud, luci di atterraggio, cruscotto e tettuccio in due parti.
Il kit presenta fini incisioni in negativo ed il dettaglio è complessivamente buono, eccezion fatta per l’abitacolo, o meglio per il sedile che poco ha a che fare con il KM-1 di cui era dotato il nostro Fishbed! Le decals sono per esemplari finlandesi a due toni di verde su grigio e per degli anonimi esemplari sovietici in metallo naturale. La scatola si riferisce alla versione Bis.

Montaggio

Uno spasso! Senza stare qui a tediarvi dicendo come si incollano le ali e come si stucca, elenco brevemente i lavori da me fatti nei punti “strategici”. Cominciando dal cockpit, ho provveduto a cestinare quella sottospecie di seggiolino fornito dal kit e sostituirlo con un pezzo della Pavla.
L’annosa questione del verde “ospedale” tipico dell’interno del Fishbed è stata risolta in modo draconiano dal sottoscritto: H46 verde smeraldo Gunze, nudo e crudo. Troppo verde? Troppo brillante? Può darsi, la mia è solo un’interpretazione. Mi piace, e questo sia sufficiente!

Il seggiolino è invece grigio (FS 36375, H308 Gunze), con imbottitura in marrone e cinture in azure-blue. Piccola precisazione: tecnicamente le cinture sarebbero di un grigio più scuro rispetto a quello di base del sedile, ma essendo il pezzo molto piccolo ho preferito per dare un contrasto netto, accentuato da un passaggio di colore bianco molto diluito.
Come detto, il montaggio fila via liscio come l’olio, senza bisogno di stucco se non nella giunzione ala-fusoliera ma nulla di traumatico.
Prima di chiudere le fusoliere ricordarsi di: appesantire adeguatamente il muso altrimenti il vostro MiG si siederà inesorabilmente sulla coda; dipingere e installare il cono radar (H302 Gunze) e verniciare in alluminio l’interno delle prese d’aria; assemblare e installare il cono di scarico. Questo è verde (H303 Gunze) al suo interno!
Come detto in fase di presentazione del modello, la scatola in mio possesso si riferisce alla versione Bis, mentre l’esemplare da me riprodotto è un MF. In realtà, errore grosso da parte di Fujimi ironicamente replicato da Academy in 1/48, anche le scatole dedicate dalla ditta nippon alla versione MF sono in realtà dei Bis, dal momento che la tipica gobba ventrale inclusa nelle scatole si riferisce proprio a questa variante.
Ma per fortuna in Cechia vogliono molto bene a noi modellisti e dalla Quickboost ecco una bella dorsal spine completa di deriva corretta: è sufficiente liberarla dalla materozza di stampaggio e installarla sul nostro modello usando per l’incollaggio la colla bi componente: questa rispetto alla normale Attack ha il pregio di un’asciugatura lenta (circa 5 minuti) permettendo di trovare il giusto allineamento. Una volta asciutta si carteggia per eliminare l’eccesso di colla, si stucca dove si deve e il gioco è fatto!
Et voilà, il nostro Fishbed prende forma e in men che non si dica è già arrivata l’ora di mettere mano all’aeropenna e colorare.

Colorazione

Fra tutte le livree portate dai Fishbed, quella cubana è sicuramente una della più vistose e appariscenti, nonché una delle più originali. Il foglio della Aztec “Latin Eagles part II” offre la possibilità di scegliere fra un esemplare con livrea turchese/verde su grigio oppure una versione più recente basata su due toni di grigio e un azzurro. Ovviamente la scelta non poteva che cadere sulla prima versione e subito la mia testolina di modellista si è messa al lavoro per cercare un’idea su come riprodurre quell’inconsueto color puffo.
Alla fine ho usato l’azzurro H323 della Gunze corretto con alcune gocce di blu X4 Tamiya, il tutto facendo affidamento…alla mia buona stella e al fattore C che credo non debba mancare nemmeno nel modellismo!
Per il verde, malgrado le istruzioni suggerissero un verde abbastanza chiaro e brillante, le foto mi hanno portato a scegliere un verde olivastro, per cui ho usato l’H304 Gunze. Per il grigio delle superfici inferiori ho usato invece l’H338. Tutti i colori sono stati abbondantemente diluiti con comune alcool rosa, sostituito nel caso del grigio da…Vodka!! Essa infatti, oltre a rendere più allegro il vostro modellista, ha il pregio di essere incolore e quindi di non dare una tonalità rosata ai colori molto chiari. Provare per credere. Ma mi raccomando, la vodka bevetela con moderazione!
La demarcazione fra il turchese e il verde è stata ottenuta ricorrendo al provvidenziale Patafix, mentre lo scotch Tamiya ha coperto le zone che non andavano verniciate.
Terminata la posa dei colori, ho schiarito il centro di ogni pannello con il colore di base ancora più diluito a cui ho aggiunto un paio di gocce di bianco opaco, quindi una bella mano di Future ha preparato il modello alla successiva fase di posa decals e lavaggio nonché gli ha conferito quel gradevole e tipico aroma fruttato (a voi dipanare la scottante matassa: fragola o pesca??).
Applicate le decals -nella spaventosa quantità di sei!-, ho provveduto a fare un lavaggio coi colori a olio usando del nero che ha dato profondità al mio modello. Un’altra mano di Future e una passata di trasparente opaco Lifecolor hanno completato questa fase.

Ultimi tocchi

Ora non resta che il montaggio di quei piccoli particolari che data la loro fragilità vanno montati alla fine: carrelli e portelli vari (dipinti in Grigio 36375), tettuccio in posizione aperta, sonde e pitot. Qualche tocco di vernice qua e là ed il modello è pronto per la vetrina.
In conclusione un modello semplice e di sicuro effetto, che vi permette di aggiungere alla vostra collezione un soggetto originale e accattivante, che sicuramente non passerà inosservato. Figurarsi nella mia vetrina dominata dalla cromia grigia degli aerei moderni occidentali!
Inoltre quello degli aerei esotici è un filone che credo non abbandonerò: pronti al decollo ci sono un bell’Hunter Rhodesiano e un F-16 Venezuelano. Come dite? Meglio non correre troppo? Vero, meglio non correre troppo!

Buon modellismo
Alessandro Gennari

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