La signora in giallo

Pubblicato: 31/05/2008 in Auto
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Non parlo della famosa scrittrice di romanzi gialli interpretata da Angela Lansbury, bensì della Mercedes C-180 che nel 1994 contribuì alla riscossa della casa tedesca nel campionato DTM, dopo che l’anno prima l’Alfa 155 di Larini aveva dominato il campionato suonando per bene i boriosi tedeschi che avevano preso sottogamba l’impegno Alfa Romeo. Il titolo di questo articolo è giustificato dal fatto che il modello da me presentato portava la vistosissima livrea gialla del team Zakspeed-Promarkt, che la rendeva immediatamente riconoscibile in mezzo al groviglio di vetture che prendevano parte alle competizioni. Pilotate da Van Ommen e Thiim, queste vetture ben si comportarono durante quella stagione vincendo anche alcune gare, con entrambi i piloti (3 con Thiim, 3 con Van Ommen). Alla fine il campionato andò a Ludwig, che pilotava anch’esso una Mercedes ma nel classico colore argento e con le insegne del team D-2. Da segnalare anche quell’anno l’ottimo comportamento delle Alfa Romeo 155, che però non riuscirono  a confermare il titolo piloti e costruttori conquistato l’anno prima.

IL MODELLO

Nel lontano 1994, proprio in concomitanza con le gare che le vedevano impegnate, la Tamiya produsse una meravigliosa serie di auto che avevano preso parte al DTM, producendo tanto l’Alfa 155 (di cui ho già pubblicato un articolo su queste pagine), quanto la Mercedes C-180 (con tre diverse livree) quanto la Opel Calibra. Si tratta di modelli meravigliosi, secondo me i migliori mai prodotti da Tamiya, purtroppo non più ristampati e attualmente rari da reperire. Il kit in questione è quello relativo, come detto alla macchina del team Zakspeed e si compone di un centinaio di pezzi ripartiti su tre stampate: una in un agghiacciante giallo, una in nero, una trasparente. A completare il kit la carrozzeria stampata anch’essa in giallo -questo nell’ottica di favorire chi non ha voglia o capacità di dipingere il modello-, una sacchettino con dentro le gomme e lo stemmino Mercedes fornito sottoforma di sticker adesivo. Il dettaglio è buono, completo, con la rappresentazione del motore che può essere lasciato in vista (chi ha voglia e tempo può iper-dettagliare il modello a suo piacimento!), così come completo è il dettaglio interno: forse l’unico neo è dato dalle cinture di sicurezza sotto forma di decals, ma si può chiuder un occhio o ricorrere a quelle fotoincise Eduard. Bene ora non resta altro che inforcare gli occhiali da sole (credetemi, quella plastica gialla è veramente tremenda per gli occhi!), prendere in mano colla e colori e iniziare il montaggio!
 

 

MONTAGGIO

Nulla di più semplice ed intuitivo! Basta seguire le istruzioni per montaggio e colorazione, pedissequamente ed il gioco è fatto. Ho iniziato dal motore, che si compone di nove pezzi. Il colore base del blocco motore è l’alluminio XF-16 Tamiya, con particolari in nero, mentre gli scarichi sono un marrone rossiccio. La cosa mi lascia un po’ perplesso ma considerato  che non sono riuscito a trovare foto che confermassero o sbugiardassero la Tamiya e considerato che poi poco o nulla sarebbe rimasto in vista non mi sono affannato più di tanto e mi sono fidato. Unica nota di “colore” è stato un leggero lavaggio a olio nero sul blocco motore per spezzare un po’ la monotonia dell’alluminio e dare un po’ di vita al pezzo, altrimenti troppo piatto. Fatto questo si assemblano i pezzi componenti il motore e lo si archivia in attesa che venga il suo momento di essere installato. Il telaio è molto dettagliato nella sua parte sottostante. Fa piacere scoprire che una volta montato tutto e dipinto il tutto, nulla resterà visibile sia perché appunto sta sotto sia perché il montaggio e la colorazione del fondo piatto (che pure viene fornito trasparente ma la soluzione non mi convince più di tanto) oscurano ancora di più il lavoro fatto. Però volete mettere la gioia di sapere (e soprattutto di saperlo solo voi…) che si è fatto tutto quello che andava fatto? Il telaio, come del resto la carrozzeria è giallo. E devo dire che l’ottima vernice spray acrilica della Talken si è rivelata stupefacente, coprendo perfettamente il precedente primer bianco Tamiya e rendendo meno problematica di quanto pensassi l’unica fase che realmente temevo di tutto il montaggio, ovvero la pittura monocromatica gialla.

Ottimi i freni a disco, che resteranno visibili attraverso i cerchioni a raggi sottili: il colore dei dischi è argento (ho usato il «polished alluminium» della serie Metalcote della Humbrol per rendere la caratteristica lucentezza di queste parti) mentre la parte centrale del disco stesso è in XF-31 Tamiya «titanium gold». Per quanto riguarda i cerchi, li ho dipinti in nero semi-lucido usando lo smalto Humbrol numero 85. L’altro intervento «extra-istruzioni» è stato quello di eliminare la fastidiosa bava centrale sulle gomme usando una limetta per unghie da donna, rubata a mia mamma…

Gli interni della macchina sono molto completi e come detto in fase di recensione, l’unico neo è dato dalle cinture di sicurezza in formato di decals, ma ho lasciato perdere, usandole lo stesso. Sempre su decal sono forniti tanto i rivestimenti di kevlar quanto quelli di carbonio che avvolgono il sedile, anche qui con un buon effetto. Il colore dominante è il giallo, con alcuni particolari in nero semi-lucido, un mix tutt’altro che riposante per il povero pilota!

C’è da dire che il montaggio di queste auto è davvero veloce e senza storia, del tutto priva di difficoltà: tutto quello che deve fare il modellista è concentrarsi sulla colorazione dei singoli particolari per farli rendere al meglio. Unici punti delicati sono alla fase 3 l’installazione del motore e della trasmissione e il montaggio della struttura di sicurezza che si compone di cinque parti.

 Arriviamo così alla colorazione, per cui ho usato il già citato «giallo girasole» della Talken, steso in più mani leggere previa stesura di una mano di primer Tamiya bianco. Una mano di cera Future (è la prima volta che la provavo e devo dire che è un portento) ha profumato il modello di fragola e ha preparato ottimamente la superficie alla stesura delle decals. La fase è stata un po’ problematica perché le decals sono abbastanza vecchiotte soprattutto ben ancorate al loro supporto, e quelle più lunghe e delicate mi han fatto correre non pochi brividi lungo la schiena, ma alla fine tutto si è sistemato. La mia scelta è caduta sulla vettura numero 15, quella pilotata da Van Ommen. Attenzione alle istruzioni, perché le due auto differiscono in alcuni marchi e nella loro disposizione, e quindi bisogna decidere quale vettura si vuole rappresentare! Un’altra spruzzata di Future per sigillare le decals e poi si passa alla delicata fase della pittura delle guarnizioni dei finestrini. Qui consiglio di effettuare un paziente lavoro di mascherature per non sbavare, e soprattutto di ridurre ai minimi termini il potere adesivo dello scotch, onde evitare di rovinare irreparabilmente le decals (secondo voi perché ve lo dico?…). ora la mia proverbiale leggerezza, quella che non mi permette ma idi finire un modello senza fare casini, me ne ha fatta combinare un’ altra: immergendo il modello nella Future per renderla ancora più lucida, la simpatica cera mi ha sciolto completamente la vernice, rovinando il modello; inoltre il fatto che alcune parti fossero stampate in giallo e altre in nero, ha fatto si che, nonostante abbondanti mani di primer bianco Tamiya, la tonalità di giallo risultasse diversa; niente problemi per le parti interne, un po’ più grave il difetto per l’alettone, che risulta di un giallo diverso rispetto alla scocca! Bene, ora non resta che assemblare la scocca al telaio, assemblare i particolari minori (specchietti, maniglie delle porte, alettone), montare le ruote e la nostra Mercedes è finita! Ora la metto vicino alle due Alfa e metterò mano alle altre due Mercedes che ho nell’armadio per completare la serie! Sebbene non sia per nulla soddisfatto del mio lavoro, portarla a termine mi ha sbloccato psicologicamente da un periodo lungo in cui non ero riuscito a portare a termine un modello. Inoltre ho pure la scusa per prenderne un’altra, sempre che si trovi…

Buon modellismo!

 

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