Ju-87 G-1 Stuka “Kanonenvogel”

Pubblicato: 14/04/2008 in Aerei

Se qualcuno dovesse mai chiedermi per quale motivo ho acquistato questo kit, non lo saprei nemmeno io! Mi spiego: usualmente mi occupo di aerei moderni, specialmente quelli britannici, ma mi piacciono in genere i moderni jet. E allora perché mai uno Stuka? Probabilmente il quesito rimarrà per sempre insoluto. Fatto sta che dopo aver a lungo temporeggiato, alla fine mi sono deciso a costruirlo.
La scala 1/32 è la mia favorita, nonostante non abbia spazio in casa e i miei siano in costante piede di guerra per questa mia scelta. Ma tant’è: prima o poi passando sotto casa mia si potranno trovare tante belle scatole a prezzo di…spazzatura!! Quindi passate, amici modellisti e potreste fare l’affare della vita!
Ok, basta scherzare. Il kit Hasegawa da me scelto è dedicato alla versione G, anticarro. La cellula di base è quella di uno Ju-87 D-5. esternamente si distingue immediatamente per i cannoni da 37 mm appesi sotto le ali. Questa particolare versione dello Stuka fu progettata apposta per combattere i possenti carri sovietici nel fronte orientali. Legato a filo doppio a questo aereo, c’è la leggendaria figura di Ulrich Rudel, l’asso della caccia ai carri sul fronte russo. Nelle prime tirature del kit c’era come bonus un figurino in metallo proprio dell’asso tedesco in compagnia del suo cane.
All’interno della grossa scatola troviamo delle ottime stampate in plastica grigio scuro, molto ben incisa e molto lavorabile. I pezzi che compongono il modello, stando alle indicazioni messe sulla scatola, sono 167. il dettaglio è più che buono, il cockpit è completo, anche se un po’ basico, mancando anche delle cinture di sicurezza. Molto ingegnosa la soluzione del longherone per permettere il giusto diedro alle ali e dare robustezza all’incastro. Davvero ben studiato! I trasparenti sono molto belli, mentre le decals sono per due esemplari: uno è lo Ju-87G2 di Rudel, l’altro un G-1
 Piuttosto anonimo. Ricordo che la Cutting Edge ha appena messo in commercio due fogli dedicati allo Stuka Hasegawa, con soggetti meno banali e più accattivanti. Sono forniti i pezzi opzionali per le due versioni (estremità alari, flaps e pannelli alari), mentre per facilitare la colorazione a fondo del foglio istruzioni ci sono della mascherine da ritagliare e applicare al modello!
Davvero un modello a prova di principiante!

 

MONTAGGIO

 Nulla da dire sul montaggio, dato che ho montato il modello esattamente come esce dalla scatola. Ricordo che, per chi volesse superdettagliare all’inverosimile il modello, la Eduard ha commercializzato due set fotoincisi, uno per gli interni e uno specifico per le cinture di sicurezza, mentre da Aires e Verlinden sono stati commercializzati rispettivamente un set per le ruote e uno per il motore, entrambi in resina.  La costruzione come al solito è cominciata dall’abitacolo, composto da una ventina di pezzi di buona qualità. Il tutto è stato dipinto il grigio RLM66 Gunze, poi drybrushato con il grigio RLM 76 per dare risalto ai dettaglio. Dato che il mio scopo era quello di arrivare il più velocemente alla verniciatura, che è la parte più divertente a mio modo di vedere del modellismo, non ho aggiunto alcun dettaglio. L’unione delle due fusoliere non provoca problemi, così come il resto del montaggio, davvero sbalorditivo per la sua semplicità e linearità. I giapponesi, al momento della progettazione dello stampo, hanno davvero fatto un bel lavoro! Bravi!
L’unico punto che richiede attenzione è quello del montaggio delle ali, perché è qui che si hanno le maggiori differenze fra G-1 e G-2, quest’ultimo ha un’apertura maggiorata rispetto al G-1, quindi attenzione a non confondere i pezzi! Superato quest’ostacolo, il modello è praticamente finito, dal momento che anche il resto delle giunzioni è senza storia; forse il cofano è un po’ laborioso, ma alla fine tutto si risolve con poco stucco e una carteggiatina. A parte ho montato e verniciato l’elica, dipingendo le pale in RLM70. so poco degli aerei WWII, ma perlomeno so che non devo scrostare le pale…sono di legno!!!!! L’ogiva è in RLM66 così come i cerchi di ruote e ruotino.

Ed eccoci al puro divertimento, ovvero la fase della colorazione! Ho deciso di realizzare l’esemplare G-1, appartenete ad un centro prove Luftwaffe, ma non per questo l’aereo è pulito!!!
Per prima cosa ho dato una mano di fondo usando un grigio molto chiaro della Lifecolor. Poi con il nero ho fatto il pre-shading e ho lasciato asciugare.
La mimetica del mio aereo è quella classica a sprinter 70771 su 65. I colori usati sono i Gunze, molto diluiti e passati in mani leggere. I riferimenti sono H-67 per l’azzurro 65, H-64 per i verde RLM71, H-65 per il verde più scuro RLM70. ho cominciato dalle superfici inferiori, più chiare per poi passare ai verdi superiori. Ho usato le mascherine fornite dal kit. Ho schiarito il centro delle pannellature sotto con il blu mischiato al bianco, sopra con una passata di giallo mooooooooolto diluito!
Una passata di lucido prepara il modello alla posa delle decals; qui ho avuto problemi con il liquido ammorbidente Gunze: essendo una delle prime volte che lo uso, non ho ancora capito il giusto dosaggio e molte decals me le ha devastate…per fortuna poco visibili!
Una mano di opaco trasparente, sempre Humbrol, sigilla il tutto. Le pannellature sono state evidenziate con un pennarello per disegnatori a punta fine (0,05 mm).

FINITURE
Il montaggio degli ultimi particolari completa il montaggio: tettucci, cannoni, ruote e ruotino di coda, antenne varie ed il gioco è fatto!!
La costruzione del modello mi ha complessivamente soddisfatto e m isono molto divertito nel farlo! Ora però, lasciatemi tornare ai miei soggetti moderni, anche se non escludo puntate nella WWII. Il Dauntless mi tenta.. Però per ora mi faccio un bell’F-16!! Ah…1/32 bien sûr…

Buon modellismo Alessandro Gennari

 

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commenti
  1. Giacomo ha detto:

    Sono d’accordo con te e ti faccio i miei complimenti.
    A suo tempo, ho cercato di realizzarne uno simile.
    Devo dire tuttavia che le ali e soprattutto il montaggio dei cannoni, non sono stati una passeggiata.
    Ciao e buon lavoro.

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