Una questione di…scale!!

Pubblicato: 29/12/2007 in Nozioni di base

Quando parliamo di scala di riduzione, a qualsiasi ambito noi vogliamo applicare questo concetto, intendiamo quel particolare rapporto numerico che intercorre, nel nostro caso, fra il modello e l’oggetto reale che esso rappresenta. In termini pratici questo cosa significa? Significa che, a titolo di esempio, se io mi trovo fra le mani un modello di aereo qualsiasi in scala 1/72, 1 centimetro del modello corrisponderà a 72 centimetri del soggetto reale.

Analogamente, in scala 1/48, un centimetro del modello corrisponderà a 48 dell’aereo reale e così via per qualsiasi rapporto di riduzione si intende utilizzare.

Le dimensioni dell’aereo saranno inversamente proporzionali alla scala di riduzione: tanto più è alto il rapporto di riduzione, tanto più il nostro modello è piccolo e viceversa. Successivamente passerò in rassegna le scale più diffuse del modellismo aeronautico, ma prima è interessante tracciare un po’ di storia e di evoluzione del nostro hobby, dagli esordi a come poi si sia arrivati ad un range codificato di scale divenute standard.

Spulciando qua e la, si viene a conoscenza che i primi modelli di aerei della storia furono prodotti negli USA durante la seconda guerra mondiale ma essi avevano uno scopo prettamente didattico. Essi infatti erano destinati alle scuole di volo e avevano il compito di insegnare ai piloto il riconoscimento subitaneo degli aerei nei momenti più importanti. Con gli anni cinquanta, ditte come la Revell cominciò a lanciare in commercio i primi modelli di aerei, seguita, nel 1952, dai primi gloriosi kit Airfix. Inizialmente non si badava molto alla scala, diciamo che i primi soggetti riprodotti erano tendenzialmente aerei monorotori che avevano un’apertura alare quantificabile attorno ai 25/30 cm., ma solo gli inglesi hanno introdotto una vera e propria scala standard, ovvero la 1/72.

In un periodo successivo è andata affermandosi la scala 1/48, di origine americana, che permetteva una riproduzione incredibilmente dettagliata dei soggetti, mentre solo in tempi recenti sono apparse sul mercato in gran quantità scatole in scale più grosse come l’1/32 e l’1/24, veri e propri giganti.

Come vedremo più avanti in dettaglio, quello della scala è uno degli aspetti da tenere presente al momento della scelta del modello o dei modelli da realizzare, anche se all’inizio è un dettaglio trascurato in quanto per i primi modelli ci si fa trasportare più dal gradimento verso l’uno o l’latro soggetto.

Chiaramente ci sono soggetti che possono essere riprodotti n qualunque scala, altri, come i grandi bombardieri oppure i liner, devono per forza di cosa essere riprodotti con una scala di riduzione molto grossa, pena modelli di dimensioni abnormi e in fondo in fondo inquietanti. Provate a mettere in casa un B-52 in 1/32, e poi mi direte delle proteste dei vostri genitori e dei vicini…

Fatta una sintetica quanto dovuta e importante precisazione sul concetto di scala, passiamo ad analizzare quelle che sono le scale di riduzione attualmente più diffuse sul mercato modellistica, trattando anche annessi vantaggi e svantaggi che esse comportano.

·        1/72: la scala per eccellenza quando parliamo di modellismo aeronautico. Le piccole dimensioni ne fanno l’ideale per collezioni numerose anche qualora non si possieda molto spazio in casa. Generalmente, salvo i modelli di ultima generazione, il dettaglio è basico, ma date le dimensioni non è nemmeno il caso di insistere particolarmente, anche se il modellista più esperto e smaliziato riesce a trarre da queste miniature autentici capolavori che non hanno nulla da invidiare ai modelli in scale più grosse. Le dimensioni sono, in questa ma come in tutte le scale, i due lati della stessa medaglia. Certo le piccole dimensioni agevolano il modellista sotto alcuni aspetti, uno fra tutti quello di perdonare molti errori, anche i più grossolani; ma dall’altra rendono problematico l’incollaggio e la pittura dei dettagli più minuti, che sono di dimensioni davvero microscopiche. Salvo poche eccezioni, i modelli si compongono di pochi pezzi e il montaggio risulta rapido e agile. Per quanto riguarda la varietà, ci troviamo di fronte ad una possibilità di scelta praticamente infinita ed il prezzo è generalmente alla portata di tutte le tasche.

·        1/48: di origine americana, essa permette di ottenere già dettagli completi, date le dimensioni dei modelli che, soprattutto nel caso si opti per i moderni aerei a reazione, raggiungono dimensioni davvero ragguardevoli. Le dimensioni dei pezzi permettono un montaggio e una pittura più agile, ma anche qui bisogna andare a vedere il rovescio della stessa medaglia: gli errori sono poco o nulla tollerati, i dettagli risultano ben visibili e quindi c’è la necessità, qualora si voglia effettivamente ottenere qualcosa che più si avvicini a una riproduzione, intervenire con lavori di autocostruzione e miglioria. I modelli si compongono mediamente di una quantità di pezzi variabile dagli 80 a 150, anche se ci sono alcuni modelli che raggiungono i 200 se non i 300 pezzi. Buona la varietà di scelta, di poco inferiore all’1/72, i prezzi sono anche qui alla portata di tutte le tasche.

·        1/32: in questa scala i modelli sono molto grossi e dettagliati e permette di ottenere risultati a dir poco mozzafiato. Questa scala presenta molteplici talloni d’Achille, uno su tutti il prezzo delle scatole non proprio economico; a questo si aggiunge una scelta di soggetti assai limitata anche se in costante aumento ed espansione. Ma il vero problema di questa scala è legato, manco a dirlo, alle dimensioni. Oltre che i classici problemi di logistica, che fanno sorgere la classica domanda “E mo’ questo dove lo metto???”, c’è da registrare una questione prettamente tecnica: l’errore non è per nulla tollerato e inoltre non deve essere trascurato nessuno dettaglio, nemmeno il più minuto. Io per un po’ ho fatto la scala 1/32 e devo dire che gli effetti sono davvero notevoli.

·        Altre scale: esistono in commercio altre scale, meno diffuse e meno gettonate, ma che tuttavia è interessante conoscere. A partire dalla più piccola troviamo la 1/200, pensata soprattutto per la riproduzione dei moderni jet civili, che altrimenti raggiungerebbero dimensioni davvero ciclopiche anche riprodotti nella piccola 1/72. stesso discorso vale anche per la 1/144, anche se esistono riproduzioni di aerei militari, alcuni davvero pregevoli come la serie Dragon o Revell, altri davvero da censura come la serie proposta dall’Academy, molto rassomiglianti a delle caricature. Passando dal piccolo al grosso, c’è da citare la 1/24, proposta negli anni ’70 dall’Airfix e tornata in voga negli ultimi anni, grazie soprattutto a ditte come la cinese Trumpeter. Si tratta principalmente di soggetti della seconda guerra mondiale, caccia monorotori, gli unici che si prestano ad una riproduzione in questa scala in quanto le dimensioni restano sempre relativamente contenute, mentre il dettaglio è spinto al massimo delle possibilità

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commenti
  1. luca ha detto:

    Salve avrei bisogno di un info visto il tema trattato, io cerco (se esiste) un kit di montaggio per un b-52 in scala 1/48 o tutti modelli 1/48 e vorrei averli tutti uguali per avere una bella proporzione sai se esiste? la scala piu grande su cui viene prodotto
    il b/52 sai quale?
    mille grazie

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