Alfa Romeo 155V6 TI DTM 1993: UN SOGNO ITALIANO

Pubblicato: 26/12/2007 in Auto
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NELLA TANA DEL LUPO

La prima edizione del Deutschen Tourenwagen Meisterschaft, di cui DTM ne era l’acronimo, si tenne nel 1984 e fino al 1993 fu riservato soltanto alle cosiddette vetture di gruppo A. con il 1993 il regolamento fu modificato e si previde l’introduzione di motori da 2500cc, un vasto utilizzo dell’elettronica e i telai in fibra di carbonio. Fu in quell’anno che l’Alfa Romeo decise di lanciare la propria sfida ai maggiori marchi tedeschi che animavano il campionato come Opel, e soprattutto Mercedes dopo che la BMW e l’Audi avevano deciso per l’abbandono. La decisione di partecipare alla serie tedesca va ricercata dietro molteplici ragioni: innanzitutto il DTM era uno dei campionati più seguiti in Europa e soprattutto era il banco di prova di tutte le maggiori rivali commerciali della casa di Arese, le quali gettavano nella mischia i più sofisticati ritrovati della tecnologia. E quindi la visibilità per il marchio sarebbe stata davvero enorme. Inoltre c’era un forte significato simbolico dietro questa decisione: battere i tedeschi nel loro stesso campionato avrebbe significato per l’Alfa Romeo un ritorno commerciale incredibile. E quindi l’offensiva fu preparata con estrema cura, sfruttando al massimo le pieghe del regolamento, fu approntata una macchina che era un concentrato di concentrato, cattiveria e potenza. Come macchina di base fu scelta la allora nuovissima 155 V6 TI stradale, che era una macchina davvero potente con il suo motore V6 da 2,5 litri. La versione “corsaiola” vedeva l’utilizzo degli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia ed era spinta da un poderoso motore capace di erogare ben 420 CV di potenza a 11.800 giri/minuto! La velocità era superiori ai 300 Km/h e l’accelerazione era prossima a quella di una Formula 1 dell’epoca. Per salvaguardare un po’ il peso (la massa dell’auto era di soli 1.110 Kg), si fece ampio ricorso a strutture in kevlar, materiali compositi e fibra di carbonio, che garantivano una struttura si leggera, ma anche molto resistente e sicura per il pilota. Come dicevo in precedenza, ampio uso di tecnologia elettronica, che poi sono stati impiantitati sulle moderne vetture di Formula1. La centralina elettronica della nostra Alfa era Magneti Marelli.

LA CAVALCATA TRIONFALE

L’avventura comincia ufficialmente il 4 aprile del 1993, sulla pista Belga di Zolder, tristemente famosa alle orecchie e agli occhi dei molti appassionati di corse per essere la pista dove morì tragicamente l’indimenticabile Gilles Villeneuve. E inizio migliore non ci poteva essere: infatti Nicola Larini vince entrambe le manche, sorprendendo gli avversari, su tutti la Mercedes che in quell’anno schierava come macchina la 190E. Il secondo round si svolse due settimane dopo in Germania, a Hockenheim dove vi fu la pronta riscossa della casa tedesca: infatti Bernd Schneider vinse entrambe le manche. Nel successivo appuntamento, che si tenne nella leggendaria pista del Nurburgring lunga oltre 20 chilometri, un meraviglioso e mozzafiato alternarsi di curve e controcurve, la prima corsa fu vinta da un altro pilota Mercedes, Klaus Ludwig mentre la seconda andò a Larini su Alfa Romeo. L’ingresso della rossa di Arese suscitò non poco sgomento fra gli avversari, gli addetti ai lavori e gli appassionati ed ebbe anche il merito di far impennare gli ascolti televisivi.Il quarto appuntamento si svolge ancora in Germania, sulla pista di Wunstorf e vede una vittoria per manche fra Alfa Romeo (Nicola Larini, la prima) e Mercedes (Kurt Thiim, la seconda). Le successive due gare, che si svolgono il 10 giugno ancora al Nurburgring e il 27 giugno al Norisring vedono una doppia affermazione di Larini su Alfa Romeo, che a questo punto prende sempre più il largo in classifica sugli avversari. Doppietta Alfa Romeo anche nella successiva prova di Donington, in Inghilterra, con una vittoria a testa per il tedesco Danner e Nicola Larini. L’8 agosto si ritorna in Germania, sul circuito di Diepholz. La prima manche se l’aggiudica Roland Asch su Mercedes, mentre la seconda vede ancora una volta affermarsi Larini, al suo decimo centro su sedici gare disputate! Ormai nulla sembra più fermare Larini e l’Alfa verso il trionfo. Il 29 agosto in quel di Singen ancora una vittoria di Larini (prima manche) mentre la seconda va a Schneider. L’ultimo tentativo di riscossa da parte della casa tedesca ci fu a Berlino, nella penultima gara, quando Asch centrò una doppietta, ma altrettanto fece l’ex pilota di F1 Nannini nella successiva e ultima gara, permettendo così al suo compagno Larini di conquistare il titolo piloti e all’Alfa Romeo il titolo costruttori. L’anno successivo, il cambio di alcune regole, l’introduzione di elettronica i quantità maggiore e la messa in campo di una nuova auto avrebbero messo in difficoltà la casa italiana e ribaltato le sorti del campionato a favore della Mercedes, ma questa è tutta un’altra storia…

Questa la classifica finale piloti limitatamente ai primi 10

PILOTA MACCHINA PUNTI
Nicola Larini Alfa Romeo 155 V6TI 261
Roland Asch Mercedes 190E 204
Bernd Schneider Mercedes 190E 172
Klaus Ludwig Mercedes 190E 171
Christian Danner Alfa Romeo 155 V6TI 161
Kurt Thiim Mercedes 190E 138
Giorgio Francia Alfa Romeo 155V6TI 127
Alessandro Nannini Alfa Romeo 155V6TI 121
Jorg Van Ommen Mercedes 190E 80
Ellen Lohr Mercedes 190E 43

IL MODELLO

Per la costruzione del kit, mi sono avvalso del meraviglioso kit Tamiya in scala 1/24. aprendo la scatola, ci troviamo davanti quattro stampate in plastica: una rossa, una nera, una argento e una trasparente; la scocca è stampata a parte, ed è divisa in due pezzi: la carrozzeria vera e propria ed il cofano, che si può lasciare staccato per far vedere il motore ed il suo vano, ben riprodotti dalla ditta Jap. A completare la scatola, due fogli decals e le istruzioni per il montaggio, molto chiare, in 20 passaggi. Il fogli decals contempla entrambe le auto, quella di Larini vincitore e quella di Nannini, con anche i pezzi diversi per l’interno (volante e leva del cambio). Come detto il kit è molto dettagliato, con una riproduzione dettagliata del motore ma anche del telaio.Il montaggio inizia dal motore, che è stato colorato con acrilici Tamiya seguendo le istruzioni: un buon lavaggio ad olio evidenzia i particolari e rende più realistico il motore.

Molto ben fatti i tubi di scappamento, stampati in plastica rossa; dopo una mano di primer, essi hanno ricevuto una mano di XF-56.

Il telaio l’ho dipinto con l’ottimo Chrome Silver della Model Master a smalto, usando l’aerografo, come del resto per tutti i particolari. Devo dire che il montaggio del modello è davvero senza storia e in breve tempo si vede la nostra Alfa assumere forma

L’unica modifica l’ho fatta al pezzo B-8, separando i due condotti dell’aria dal pezzo centrale: esso è dipinto in X-10 e riceve la decal con lo stemma dell’Alfa Romeo, mentre i condotti sono dipinti in nero X-18 e fissati secondo istruzioni. L’interno è molto completo e l’unica neo è forse rappresentato dalle cinture su decals, che mi han costretto a trattare il sedile con trasparente lucido prima e dopo l’applicazione delle decals, e quindi sigillatura finale con trasparente opaco, lo stesso lavoro effettuato sull’alettone, sulle minigonne laterali e sui cerchioni. Il cruscotto è in X-10, mentre il roll-bar è in Chrome Silver come il telaio, così pure le portiere, quest’ultime con alcune parti in rosso.E veniamo così alla verniciatura: per riprodurre il peculiare rosso Alfa ho usato una bomboletta spray della Talken, previa mano di primer Tamiya grigio. Successivamente, ben asciutto il rosso, ho steso una prima mano di trasparente lucido, usando uno spray acrilico, quindi ho steso le decals, che, nonostante l’età (il modello è vecchio di 14 anni) si sono ben comportate. E’ stato i passaggio più lungo e delicato dell’intero montaggio, soprattutto il grande numero sul tetto: si è rotto ma per fortuna ne disponevo di uno di riserva!

Posate le decals, altre mani leggere di trasparente lucido e il modello è pronto per il montaggio finale: fanali, ruote, alettone, minigonne, antenne fatte con sprue filato ed il gioco è fatto. In poco tempo ecco un’ottima riproduzione di una macchina gloriosa. Ora non mi resta che cercare di recuperare i filmati di quelle corse, dato che per l’età (avevo 8 anni nel 1993) non ho potuto assistere in diretta alla grande impresa. Pazienza, m accontenterò del modello! Anzi dei modelli, dato che ho fatto anche la “sorella” arancione della Jagermeister, questa però ha corso nell’anno successivo…

buon modellismoAlessandro Gennari

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commenti
  1. Claudio ha detto:

    Ciao,complimenti per i modelli!Sono in possesso dello stesso kit tamiya 1:24,però la versione Martini.La scatola è ancora integra e imballata ma è da 10 anni riposta nell’armadio.Potresti darmi qualche dritta su come farne un modello impeccabile?Grazie mille.
    Claudio

  2. aleg85 ha detto:

    Bella la versione Martini, colorazione accattivante1 guarda per fare un ottimo modello, basta che segui le indicazioni delle istruzioni, un po’ pazienza, un buon aerografo, bobmoletta spray per la carrozzeria, sano entusiasmo e voglia di divertirsi!
    buon modellismno e enjoy your Alfa Romeo!
    ciao
    ale

  3. andrea ha detto:

    Scusa l’ignoranza, cosa significa lavaggio con olio, con quale olio e come si effettua, grazie per la risposta

  4. aleg85 ha detto:

    per lavaggio si intende usare del colore a olio molto diluito (generlmanete colori scuri, nero o grigio scuro) in modo tale da far rislatrae i dettagli. Nel caso della mia Alfa, ho passato del colore a olio nero molto diluito, e poi tolt ogli eccessi con un pennello imbevuto di essenza d itrementina che uno die tant idiluenti per colori ad olio. Cmq ti assicuro che è molto più diffiicle da spiegare che non da fare!
    ciao
    Ale

  5. Leonardo ha detto:

    vorrei acquistarle tutte le auto sono dispostio a pagare parecchio

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