Un po’ di filosofia modellistica
Questo è un blog che parla di modellismo, ma cos’è il modellismo? Tecnicamente, per modellismo si intende la riproduzione in scala della realtà. Ma quanto si può davvero parlare di riproduzione? Non sarebbe invero più corretto parlare di rappresentazione della realtà? Lo scopo di questo mio breve trattatello di filosofia modellistica è quello di illustrare la concezione che ho io dell’hobby e di conseguenza del mio modo di intenderlo. E l’illustrazione non può che partire dal tentativo di dirimere l’annosa questione: il modellismo è riproduzione o rappresentazione della realtà? Una volta risposto a questo, tutto il resto verrà automatico! E quindi seguitemi nel mio ragionamento o nella mia follia, a seconda di come ciascun lettore voglia interpretare queste righe.
IL MODELLISMO E’ RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’ E NON UNA SUA RIPRODUZIONE
La dimostrazione di questa mia affermazione è presto data: la riduzione in scala implica per forza di cose, per motivi fisici, la semplificazione di alcuni particolari e l’omissione di altri. I pezzi che compongono i nostri modelli in scala, sono dei compromessi e come tali inaccettabili perché si abbia una riproduzione. Quindi, per puro paradosso, l’unica cosa che può riprodurre perfettamente la realtà è la realtà stessa. Nel modellismo quindi, si può cerca di raggiungere il miglior compromesso possibile con la realtà.
Inoltre affermo che: IL MODELLISMO E’ UNA FORMA D’ARTE e come tale è e deve essere soggetta alla libera interpretazione del modellista; un modello può e deve essere l’esemplificazione e/o lo sfogo di determinati sentimenti e stati d’animo, che non possono e non devono essere in nessun modo ingabbiati in regole e schemi ben precisi.
Sostengo a gran voce che molto spesso l’impatto scenico di un pezzo dovrebbe prevalere sul “realismo” in senso stretto: ciò non vuol dire che il modello deve essere mal realizzato o mal costruito, ma volete mettere l’impatto visivo che ha su un visitatore delle mostre o a qualunque persona del tutto digiuna di elementi di aeronautica un aereo armato fino ai denti, anche se così carico non si muoverebbe nemmeno dal suo hangar?
Ora un paio di riflessione su un paio di punti topici: la moda del superdettaglio e le mostre. Per quanto riguarda la prima, anche parto sempre dal punto iniziale della mia riflessione: è impossibile ottenere una riproduzione della realtà. Certo, l’utilizzo sempre più assiduo di prodotti per il dettaglio estremo (per i raggiungimento del miglior compromesso possibile) ha innalzato di molto il livello dei modelli. Quanto alla mia concezione su questo punto è questa: solo dove necessario! I modelli più recenti raggiungono livelli di dettaglio così alti che è quasi superfluo aggiungere dei costosi gadgets in resina che magari renderanno più glam il vostro modello, ma che alla prova dei fatti si rivelano solo degli orpelli di dubbia utilità. Diverso il discorso su modelli un po’ più vecchiotti o che siano palesemente poveri di dettaglio in zone nevralgiche. Questi fanno storcere il naso anche a chi come non è un maniaco del dettaglio ma che comunque la frequentazione di mostre e concorsi ha avuto la mente traviata. Ah ecco, le mostre. Credo che siano arrivate a un livello dove la competitività è troppa e insostenibile, che richiede un sempre maggiore bagaglio tecnico. Le soluzioni sono due: o non partecipare, o cercare di dare un calmiere. E credo che sia necessario percorrere questa seconda strada, dato che per me le mostre sono un’occasione unica di confronto. Ma, per favore, non facciamo un modellismo da salòn, un’arte ufficiale come quella della Francia di metà ottocento, un modellismo fatto di tanti maestri e di tanti bacchettoni. Altrimenti si sarà costretti a fare un circuito alternativo, dove il modellismo è e sempre sarà un divertimento sano, scevro da regole, gabbie e pleonastici tecnicismi.

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